L’unico premio italiano dedicato esclusivamente alla pittura.

È questa, nella sua semplicità, la più calzante definizione del Premio Eccellenti Pittori-Brazzale.

Sembra incredibile ma prima del 2015 nella patria di Giotto, Simone Martini, Beato Angelico, Piero della Francesca, Antonello da Messina, Bellini, Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Bronzino, Parmigianino, Caravaggio, Canaletto, Boldini, Boccioni, Modigliani, De Chirico, e potrei andare avanti fino alla fine della pagina e della pazienza del lettore, non esisteva un riflettore puntato sulla pittura vivente.

Come se in un mondo che brulica di pittura, in cui da Occidente a Oriente non si fa che dipingere, esporre, vendere (spesso battendo record d’asta), l’Italia potesse offrire solo pittori morti. Prima del mio sito Eccellenti Pittori, che del Premio rappresenta il serbatoio di opere, la pittura italiana vivente non aveva uno spazio espressamente dedicato nemmeno su internet, che è un mare magnum dove in teoria si trova l’intero scibile.Pia illusione. Si trovavano e si trovano innumerevoli siti e profili social dedicati all’arte, parola che da Duchamp in poi significa quasi tutto e dunque pressoché niente.

Così come si trovano parecchi premi dove qualche quadro spaurito deve fronteggiare una massa informe e però minacciosa, prevaricante, di installazioni, interventi, video, fotografie, performance e, quando va proprio di lusso, sculture.

Una confusione disastrosa, un catalogo di occasioni sprecate se si pensa che in Italia era dai primi anni Ottanta (Transavanguardia, Salvo, l’ultimo Guttuso) se non addirittura dai Sessanta (Scuola di Piazza del Popolo, Tadini, Vespignani) che non si dipingeva con tanta convinzione…

Urgeva ricordare agli italiani che la pittura italiana è viva e ha molte cose da dire e molte bellezze da elargire: per questo ho scritto un libro, per questo, poco dopo il libro, è nato il sito e per questo, poco dopo il sito, grazie all’entusiasmo di Roberto Brazzale, è nato il Premio.

L’unico premio artistico italiano deciso non da addetti ai lavori ma da illustri amanti del bello. E’ una definizione ulteriore, una peculiarità di cui meniamo vanto. Perché, salvo eccezioni, in Italia sono proprio gli addetti ai lavori (curatori, critici, direttori…) i più acerrimi nemici della pittura. Non è questa la sede per analizzare in dettaglio le ragioni del fenomeno che potremmo far risalire, andando parecchio indietro, forse troppo indietro, allo storicismo.

Io non so se davvero è tutta colpa di Hegel l’idea neoaccademica (è nelle accademie di belle arti che si tramanda il disprezzo per l’arte bella) di obsolescenza della pittura. Può contare così tanto un vecchio filosofo illeggibile? Sta di fatto che i sacerdoti dell’arte contemporanea continuano a servire l’iconoclastia e l’ideologia. Abbiamo pertanto deciso di affidare le sorti del Premio a una giuria di laici: personalità non professionalmente coinvolte, non intellettualmente asservite.

Un elenco piuttosto lungo* di scrittori, giornalisti, editori, filosofi, architetti, imprenditori, sia italiani che stranieri, e di tutte le generazioni. Per avere uno sguardo sulla pittura il più possibile ampio e libero. I tempi evidentemente erano maturi. I tempi ossia questo tempo di internet che alla pittura è più favorevole del previsto. L’arte concettuale, la diarrea post-duchampiana che insiste a volerci affliggere, non essendo riconoscibile come testo ha bisogno per stare in piedi delle stampelle del contesto: la critica, le fondazioni, i musei…

Mentre la pittura non ha bisogno di niente, è un linguaggio immediato e universale, riconoscibile da tutti. La disintermediazione che il digitale realizza nei più svariati campi non le fa un baffo, anzi la favorisce. Su schermi e schermini un quadro è un quadro mentre un pisciatoio è un pisciatoio e nessuno va a leggersi la teoria secondo la quale è qualcos’altro.

Dopo cinque edizioni posso azzardare non uno stato della pittura ma uno stato del gusto.

Dalle scelte dei giurati sono emerse almeno due tendenze: la prevalenza della figura e della tenebra. La prima prevalenza, nettissima, dimostra che perfino gli intellettuali rifiutano l’intellettualismo (l’astrazione è qualcosa di squisitamente intellettuale). Mai un quadro astratto o anche solo molto stilizzato ha rischiato di vincere il Premio.

L’astrazione è un’arte accademica che fuori dall’accademia non sembra interessare a nessuno. E non si creda ci sia stato un pregiudizio negativo: nella selezione di quadri da votare ho sempre inserito opere astratte o semi-astratte, innanzitutto perché Eccellenti Pittori deve rappresentare la pittura vivente in tutte le sue declinazioni, e poi perché a me personalmente l’astrazione piace.

Beninteso quando l’artista riesce a essere minimamente originale, cosa peraltro difficilissima a oltre un secolo da “Quadrato nero” di Rodcenko (dopo un quadro del genere cosa si può inventare ancora? Poveri astrattisti…). La prevalenza, meno netta ma comunque evidente, dei colori scuri, si potrebbe interpretare con un concetto dell’odiato Hegel, lo Zeitgeist.

In un tempo ottimista, colori chiari. In un tempo pessimista, colori scuri. Fin troppo facile… Ma forse non c’è bisogno di filosofia, basta l’economia: quando il pil cresceva vigoroso la tavolozza dei pittori era una festa (guardatevi i quadri più significativi dei Sessanta), oggi che stagna o declina tutti intingono il pennello nel nero. Troppo determinismo? Si accettano anzi si sollecitano ipotesi alternative.

La Giuria

2019

Roberto Brazzale, Stefano Feltri, Camillo Langone, Giancarlo Loquenzi, Barbara Palombelli, Nicola Porro, Angelo Rinaldi, Alessandro Sallusti, Luca Sommi, Carlo Vulpio.

2018

Giancarlo Aneri, Camilla Baresani, Corrado Beldì, Stefano Bonaga, Pier Carlo Bontempi, Roberto Brazzale, Tonino Cacace, Edoardo Camurri, Daniel Canzian, Giuseppe Culicchia, Adriana Giotta, Umberta Gnutti Beretta, Daniele Khilgren, Camillo Langone, Guido Martinetti, Richard Millet, Edoardo Nesi, Tommaso Pandolfo-Fanchin, Aurelio Picca, Celeste Pisenti, Nicola Porro, Franco Maria Ricci, Roger Scruton.

2017

Giancarlo Aneri, Camilla Baresani, Corrado Beldì, Stefano Bonaga, Pier Carlo Bontempi, Roberto Brazzale, Tonino Cacace, Edoardo Camurri, Daniel Canzian, Giuseppe Culicchia, Giovanni Gasparro, Adriana Giotta, Umberta Gnutti Beretta, Daniele Khilgren, Camillo Langone, Guido Martinetti, Richard Millet, Edoardo Nesi, Tommaso Ottieri, Tommaso Pandolfo-Fanchin, Aurelio Picca, Celeste Pisenti, Nicola Porro, Franco Maria Ricci, Roger Scruton.

2016

Giancarlo Aneri, Camilla Baresani, Corrado Beldì, Stefano Bonaga, Pier Carlo Bontempi, Roberto Brazzale, Tonino Cacace, Edoardo Camurri, Chiara Civello, Giuseppe Culicchia, Giovanni Gasparro, Adriana Giotta, Daniele Khilgren, Camillo Langone, Guido Martinetti, Richard Millet, Edoardo Nesi, Tommaso Pandolfo-Fanchin, Aurelio Picca, Celeste Pisenti, Nicola Porro, Franco Maria Ricci, Roger Scruton, Martino Zanetti.

2015

Giancarlo Aneri, Camilla Baresani, Corrado Beldì, Stefano Bonaga, Pier Carlo Bontempi, Roberto Brazzale, Tonino Cacace, Edoardo Camurri, Chiara Civello, Giuseppe Culicchia, Daniele Khilgren, Guido Martinetti, Richard Millet, Edoardo Nesi, Tommaso Pandolfo-Fanchin, Nicola Porro, Franco Maria Ricci, Roger Scruton.

Quadri vincitori

2018-19

Nicola Verlato, “Judith”
Olio su tela, 110 x 170 cm
2018

2017-18

Nicola Samorì, “Il corpo squisisto”
Olio su rame, 85 x 50 cm
2017
Galleria Monitor, Roma/Lisbona

2016-17

Rocco Normanno,“Noi, Vittorio Sgarbi”
Olio su tela, 65×65 cm
2016
Collezione Cavallini Sgarbi

2015-16

Tommaso Ottieri, “Venezia Stabat Mater”
Olio su tela, 150×220 cm
2015

2014-15

Giovanni Gasparro, “Quum memoranda.”
Olio su tela, 90×70 cm
2014
Collezione Fondazione Pio Alferano